mercoledì 15 giugno 2016

Giornalista Marchettaro che fa goliardiche battute sessiste

Chi di noi non ha sofferto un po' guardando l'altra sera l'esordio della Nazionale Italiana agli Europei di Calcio?
A quanto pare se sei donna non puoi. Devi guardare annoiata pregando che l'incubo (che consiste nel calcio in sé in questo caso) finisca presto.
Perché si sa, le tifose di calcio non esistono: sono lì solo per accontentare e piacere un uomo.
Poi ci si stupisce della misoginia ignorante di Felice Belloli che deruba di dignità e fondi le giocatrici di calcio professioniste.
Ma durante la partita di calcio è toccata a una che sicuramente le subisce solo perchè fa il lavoro che fa e si sa che certa gente con cui collabora non manca di arroganza maschilista.
E' Ilaria D'Amico, l'attuale fidanzata di Buffon (mi dispiace per lei, io non la conosco, ma sono ben lontana dal rispettare Buffon come persona e come giocatore). Perché in fondo l'intelligenza dell'uomo medio italiano si sa qual è e se lei è una giornalista sportiva lo è solo per accalappiare un calciatore, ma in verità non ne sa nulla, vero?
Secondo i suoi colleghi giornalisti lei ha tanti buoni motivi per seguire la partita di calcio, mettendo pure sotto inteso che il più importante è il guadagno che Gigi avrà come calciatore.
Primis fra tutti è il goliardico Stefano De Frandis che, nella sua boria del "come è bello fare battute di pessimo gusto", invece di guardare la partita che a quanto pare lo annoiava (perché è un grande tifoso) si divertiva a guardare una tifosa che come mille altri tifosi, si preoccupava per le sorti degli Azzurri (perché si sa, solo lei si preoccupava che Buffon potesse perdere il pallone - io in particolare temevo che lo facesse apposta, ma è un'altra storia) si preoccupa di attivare la telecamera e chiedere se soffriva come conduttrice, tifosa o Wag (che è il modo carino di dire fidanzata di turno - se non peggio - di un calciatore) che è statisticamente più preoccupata dei soldi che porta a casa che del fidanzato in sé.
Lei risponde in maniera estremamente diplomatica: "Ti do' una testata se non ti togli...".
I giornali ora dicono che si scherza con lei, ma non scherziamo.
Lei l'avrà anche presa sul ridere, ORA e solo perché tanto non ha molto da fare e fingerà di essere d'accordo perché se no fa al parte dell'acida, quando sarebbe virile se fosse un uomo.
Ma sappiamo anche che questa non è né la prima, né l'ultima volta che gli pseudo-giornalisti geniali (sì, proprio come quelli che chiedono ai terremotati che dormono in macchina se hanno paura di dormire in casa) insultano costantemente le giornaliste sportive con la battuta MINIMA che sono di parte perché il fidanzato di turno ha cambiato squadra o no (sì, ricordo la replica di una battuta simile su Mediaset) 

Credo comunque che il suo collega sia più marchettaro di lei ed ha l'invidia della vagina. Perché lo dico? Logica: è un uomo.
Non preoccupatevi: se vi sentite offesi, posso dirvi pure ridendo che è uno scherzo.
Ma sappiamo entrambi che è una cazzata, vero?

venerdì 10 giugno 2016

L'APP ANTI STOLKING

Non è allarmismo. Non penso che tutte le donne debbano averle quest'app.
Ma certamente quelle che ricevono molestie da parte di Chicchesia sarebbe bene che le avesse.
Telefono Donna, associazione di volontariato regolarmente iscritta al registro regionale dedicato e facente parte del CNDI e affiliata da Conseil International Des Femmes (ONU) e che trova la sua sede alla Ca'Granda di Milano (il Niguarda, per intenderci), si è preoccupata di creare un'applicazione per combattere queste molestie.
Stop Stalking infatti è stata ideata e realizzata da Telefono Donna con il contributo dell' ASL di Milano e vuole essere un aiuto per difendersi dallo stalking.
OVVIAMENTE l'app è gratuita, è in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo (peccato non ci sia anche in russo e portoghese, ma non si può essere perfetti) ed è compatibile con Adroid e IOS. 
Una volta installata quest'App è come un consulente portatile: consente di avere sempre a portata di mano le informazioni e le strategie utili per contrastare lo stalker, di memorizzare ora, data e luogo degli eventi significativi generando automaticamente il "diario dello stalking" e invia una richiesta di aiuto automatica allo Sportello Antistalkng di Telefono Donna, che è sempre attivo.
Se ancora non volete scaricare quest'app, sulla stessa pagina c'è un pdf scaricabile che consiste (tolte le "pataffiate" della regione) in un piccolo manuale illustrativo sul fenomeno e come agire.
Sappiamo che è poco, ma almeno è qualcosa.
Nella stessa pagina si ha anche le Otto regole per difendersi dallo stalking.
Giusto per la cronaca, le riporto qui sotto in maniera LEGGERMENTE rielaborata:

1 - INFORMATI su associazioni, centri e strutture che possono aiutarti
2 - PARLA perchè solo parlando puoi sperare di aiutarti o che ti aiutano. Va bene tutto, ma i segnali non si colgono così facilmente.
3 - CHIEDI ASSISTENZA perchè da soli non si va avanti, ma serve il confronto e la condivisione per avere forza e si sa fin troppo bene: sei fregata (ricordiamo la storia di Giordana di Stefano che ha avuto la prontezza di chiedere al cugino di andare con lei, ma poi lo ha lasciato andare via ed è rimasta sola col suo omicida codardo e vigliacco che poi è scappato a Milano).
4 - ALLONTANATI lo stalker è un pianificatore e per pianificare a tua volta come agire.
5 - SII PRUDENTE e conserva lucidità e sii semrpe pronta a contattare le autorità.
6 - USA DUE CELLULARI (questa io non me l'aspettavo) e mentre con uno raccogli sms e chiamate dello stolker a cui non devi mai rispondere.
7 - NON SCAPPARE A CASA perchè gli dai un'informazione in più che lo metterebbe in condizione di conoscere dove abiti e dove stanno i tuoi cari e se ti pedina contatta le forze dell'rodine o recati personalmente in questura.
8 - RACCOGLI LE PROVE perchè di certo non lo farà nessuno per te: sii una di quelle donne che ammiri nei telefilm e spetta a te raccogliere e conservare ogni prova del reato: dai biglietti agli sms alle email con cui puoi almeno ottenere un ammonimento giudiziario.


mercoledì 8 giugno 2016

La nonnina che non si perde d'animo

Novantun'enne sulla sedia a rotelle. Questa è l'età di una donna che di perdersi d'animo non ci pensa neanche a volerlo.
Siamo in Piemonte, a Mongrando, in provincia di Biella.
Lei è un'anziana disabile (di cui non si sa il nome e che quindi chiamo Persona) è una anziana signora che come molti suoi coetanei necessitava di qualcuno che basasse a lei.
Nel suo caso questo compito era svolto dal sessantunenne Antonio Fontana.
E' stato lui, però, a non avere speranze e, sentendosi male (probabilmente un infarto), il diciannove maggio di quest'anno ha avuto un collasso ed è morto mentre svolgeva il suo lavoro.
Lei era, ovviamente presente.
Il suo stato le ha impedito di chiamare il pronto soccorso e l'unica cosa che poteva fare era richiamare l'attenzione dei vicini di casa cosa che ha fatto: ha cominciato ad accendere e spegnere la luce, fiduciosa che, nonostante le tapparelle abbassate si sarebbe comunque visto qualcosa.
I vicini si sono resi conto che non c'erano più movimenti nella casa della donna (ma oggettivamente, quanto attirerà l'attenzione un'anziana signora sola e il suo badante...), ma alla fine la sua richiesta di aiuto li ha messi in allarme e hanno chiamato i vigili del fuoco che, poco dopo le 22 di sera sono entrati in casa e hanno trovato l'anziana signora, disidratata e confusa.
Ricoverata d'urgenza, la donna ha vinto la sua battaglia.

Certo è triste sapere che per due giorni nessuno si è preoccupato di chiamarla o andarla a trovare, ma lei è stata coraggiosa e tenace. Chapeaut.




martedì 7 giugno 2016

IRIScan Book Executive 3

Tempo fa mi si ruppe il mio vecchio scanner.
Nulla di terribile, nè inaspettato: con più di 10 anni di onorabile attività, il mio vecchio scanner della Canon era ormai incompatibile anche con il vecchio pc. Mi è stato vicino ANNI, ma ormai negli ultimi tempi si bloccava e non funzionava e quindi, quando ha fatto il suo ultimo respiro, non mi sono sorpresa.
Per molto tempo mi sono arrangiata come potevo, ovvero scroccando gli scanner altrui.
Il problema principale è la comodità di utilizzo.
Spesso trovavo e mi trovo tutt'ora a dover avere delle scansioni in giro.
Chi è studente, infatti, deve poter avere la reperibilità di alcuni libri o per lo meno alcune pagine di essi e, diciamocelo, non a tutti basta la fotografia del cellulare. 
Io stessa, comprato il primo smartphone, ho notato la piacevolezza di una fotografia di buona risoluzione per i documenti, ma spesso serve qualcosa di più.
Qui entra in gioco l' IRIScan Book Executive 3, un aggeggio semplicemente mica male. Anzi. Io l'ho adorato da subito.

La prima volta che sentii parlare di uno scanner portatile di questo tipo fu da mia sorella, proprio quando ancora piangevo le spoglie del mio amato Canon. Me ne innamorai subito, se non fosse per il prezzo che era decisamente lontano dalle mie tasche: sono fanatica di tecnologia, ma 200 euro risulta essere sempre un prezzo troppo elevato per me.

Mi sono ritrovata a doverlo usare in più di un'occasione, ritrovandomi estremamente soddisfatta:

  • Ho scansionato una pagina di scuola che mia nipote doveva mandare a una sua amichetta e la cosa difficile è stata trovare l'adattatore della microsd che le avevo regalato per il compleanno. In questo caso, poi, devo ammettere che forse una fotografia sarebbe bastata, ma l'amichetta era dalla nonna, quindi la cosa era impossibile
  • Ero in biblioteca e dovevo scansionare delle pagine per delle ricerche universitarie, ma i libri erano troppi per poterli ordinare tutti
  • Dovevo mandare dei documenti a un amico, 
  • Dovevo acquisire fuori casa delle immagini su cui lavorare.
La comodità strema di questo scanner sta nelle sue forme ridotte e nella sua assoluta leggerezza.
Se l'inghippo può essere che necessita delle classiche pile, questo io lo definirei anche un vantaggio: non avendo bisogno di essere sempre controllato se in carica o no, può essere sempre a disposizione.
Da quando l'ho comprato ho sinceramente dimenticato di utilizzare altri scanner anche perchè se ci sono fascicoli interi da scansionare, bisogna per forza di cose avvalersi di un altro genere di scanner che comunque non tutti, necessariamente, riescono ad avere a disposizione e implica la presenza di una stampante e di un luogo fisso dove stare e comunque, nonostante tutto, scansionare più di una pagina con questo adorabile strumento non è nè difficile, nè lunga.
Anche le istruzioni presenti sulla confezione e dentro di essa permette l'uso agevole e la comprensione del suo funzionamento.

Trovo anche interessante il prezzo: spesso è possibile trovarlo a prezzi inferiori rispetto a quello di base e comunque è uno dei prezzi più bassi per prodotti simili: io per lo meno l'ho pagato meno di 100 euro, prezzo assolutamente fattibile e onesto.


sabato 4 giugno 2016

Come difendersi dalle molestie sul luogo di lavoro

Riprendo pari passo un pezzo di un articolo che ho trovato navigano nel web e da cui è nato un altro post.

Trattasi del REGOLE CONTRO LE MOLESTIE SUL POSTO DI LAVORO a cura di Rosa M. Amorevole.



PUNTO 1: Definizione di Molestia Sessuale

Capire cosa sono le molestie sessuali.
Si parla di Molestie sessuali tutti quei comportamenti di carattere sessuale che non sono desiderati da chi le riceve e che ne offendono la dignità.

Si definiscono molestie:
  • insinuazioni e commenti equivoci sull'aspetto esteriore
  • osservazioni e barzellette riguardanti caratteristiche, comportamenti e orientamenti sessuali
  • materiale pornografico sul posto di lavoro
  • contatti fisici indesiderati
  • avance in cambio di vantaggi o delle loro promesse
  • inviti indesiderati con chiaro intento
  • ricatti sessuali
  • atti sessuali, coazione sessuale o violenza sessuale.

La normativa vigente è il Decreto Legislativo 198/2006 (Codice delle pari opportunità) che definisce la molestie:

Quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo»; molestie sessuali: «ogni comportamento di carattere sessuale o fondato sull’appartenenza di genere, che risulta indesiderato a una delle parti, e ne offende la sua dignità.


PUNTO 2: La prima azione da intraprendere

La prima cosa da fare è manifestare in modo chiaro e netto che l'attenzione che si subisce non è gradita. Se si ha paura di parlare direttamente con il molestatore o se questo non ha effetto, puoi scrivere un'email elencando ciò che ti disturba e chiedendo che questi comportamenti vengano interrotti. E' molto importante che si tenga una copia di quanto si ha scritto stampandone una copia e, qualora avessi usato l'email dell'ufficio, inoltrala anche al tuo indirizzo privato.


PUNTO 3: Cosa fare se le molestie non smettono

Bisogna chiedere aiuto: è sempre controproducente affrontare da sola le molestie. Non bisogna nascondere nè tanto meno minimizzare i fatti: non si è responsabili delle aggressioni subite e non si è responsabili se qualcuno ci tormenta, ricatta o abusa di noi.



PUNTO 4: A chi rivolgersi?

Bisogna rivolgersi al consigliere di fiducia del tuo posto di lavoro. Le grandi aziende e le pubbliche amministrazioni hanno (o comunque dovrebbero) avere questa figura nel loro organico. Il consigliere deve ascoltare le parti e cercare una soluzione formale o informale riferendosi al codice etico e quello di condotta dell'azienda. In particolare: se lavori nella pubblica amministrazione c'è la possibilità di chiedere aiuto internamente al Comitato Unico di Garanzia

Puoi se no rivolgerti al consigliere di parità territoriale che agirà gratuitamente e insieme ad un tuo avocato di fiducia. Altrimenti ci sino le organizzazioni sindacali o il proprio avvocato.


PUNTO 5: Raccogli le prove.

Soprattutto in un campo così delicato e così poco considerato, bisogna avvalersi delle prove. Bisogna tenere tutte le email, le lettere, registrare le telefonate, le testimonianze (ormai sembra lecito dire "se trovate qualcuno che ha il coraggio di farlo"). Sappiamo già che nella nostra legislazione non sono ammesse in un processo perché, soprattutto per le registrazioni, non valgono se non si ha l'autorizzazione di tutti i soggetti, ma questo non vuol dire che non siano utili nella trattazione del vostro caso specifico e nella ricerca di una soluzione conciliativa (con riconoscimento economico del danno): spesso le aziende preferiscono chiudere privatamente le questioni.


PUNTO 6: Tenere nota
Bisogna sempre tenere nota di tutto quello che vi accade:
  • Nomi del molestatore
  • date con ora e luogo
  • tipo di molestia
  • la vostra reazione
  • la presenza di testimoni

PUNTO 7: Parlare.
Bisogna parlare. Parlare con i colleghi di cui ci si fida.
Infatti l'ammisione verbale del problema potrebbe essere come la goccia che fa traboccare il vaso (o rompe l'argine dell'Arno) e scoprire che non si è l'unica persona molestata e quindi si potrebbe agire in comune. Il sapere di non essere i soli può anche rassicurare dall'avere o no delle colpe.
Inoltre, anche se non fossero anche loro vittime, possono aiutare nella prevenzione delle molestie, anche solo evitando che si rimanga soli con il recidivo.

Non bisogna provare vergogna: non è chi subisce molestie a doversi vergognare.


PUNTO 8: Contattare gli ex colleghi.

Siamo onesti: i colleghi, seppur solidali, non hanno mai molta voglia di allontanarsi dall'omertà di rito. I motivi vanno dalla paura di essere considerati degli spioni a quella dell'avere il posto di lavoro a rischio (o aver paura che lo diventi). Gli ex colleghi spesso non hanno di questi problemi. Bisogna quindi sentirli: probabilmente alcuni di loro hanno subito lo stesso trattamento e/o sapere di azioni simili e quindi potrebbero testimoniare senza temere ritorsioni.

PUNTO 9: le responsabilità del datore di lavoro.

E' da ricordare che anche se si è precari, il datore di lavoro è responsabile dell'incolumità fisica e psichica dei propri dipendenti e deve adottare tutte le misure necessarie a garantirla come da articolo 2087 del codice civile.


Fonte: http://d.repubblica.it/attualita/2015/10/09/news/toglimi_le_mani_di_dosso_molestie_lavoro_olga_ricci_libro-2797516/

martedì 31 maggio 2016

HISSENE HABRE CONDANNATO ALL'ERGASTOLO


http://finestradonna.blogspot.it/



Segnalo questo articolo (da cui poi si possono leggere anche approfondimenti sull'argomento nell'intero sito) per tutti gli amanti dell'Africa e della giustizia.
Il Tribunale di Dakar oggi ha dato il verdetto sull'ex dittatore del Ciad Hissene Habre: è stato condannato all'ergastolo, ma non alla confisca dei beni guadagnati con i suoi crimini,

Chiedo scusa, ma non essendo molto "dentro" l'argomento, mi preoccupo solo di segnalarlo.



FONTI

http://africalive.info/hissene-habre-condannato-allergastolo/

lunedì 30 maggio 2016

Babcock Ranch: la prima città ad energia solare

Si sa, l'America è il Paese, anzi, il Continente, dei grandi paradossi.
Sono i più multietnici e razzisti. Sono per la libertà ma hanno più restrizioni del Vaticano.
Sono per la Privacy, ma si controllano e controllano gli altri (che per stessa ammissione del loro governo non hanno diritti perchè non amricani) con bigotta perversione.
Sono per i diritti e la giustizia, ma guai a punire fuori dal loro stato un americano (loro se uccidono fuori dal continente hanno licenza di uccidere che manco James Bond... e lo sappiamo bene, no?).
Sono il popolo più spendaccione, più avaro e più altruista (in quanto a donazioni, che fanno sia per un voler restituire alla comunità oltre al voler pagare meno tasse - altro paradosso quindi).
Sono quelli che inquinano di più e sprecano più risorse del mondo.
Me è in america dove a tecnologia ecologica sta progredendo.
Sì, proprio quel green che piace tanto alle pubblicità italiane di questo periodo.
Purtroppo si sa, il nostro Paese è talmente lontano dall'essere vagamente ecologica da essere umilianti, un po' come quando si sente parlare della politica italiana quando siamo all'estero.
Infatti, non siamo in America.
Più precisamente, in Florida.


finestradonna.blogspot.it


Nello stato americano delle arance, infatti, è in progetto la costruzione della città più sostenibile nel mondo in un lembo di terra di diciottomila acri (quindi tanta, TAAANTA roba) nel sud-ovest della Florida.

http://www.puntagordaontheinternet.com/publishImages/Babcock-Ranch-Plan~~element59.jpg

Il suo nome è Babcock Ranch e i progetti la vogliono interamente alimentata da energia solare prodotta da una centrale elettrica grande 443 acri.
Il progetto poi è qualcosa di piuttosto lontano da quello che conosciamo come metropoli americana, con poco spazio e soprattutto poco verde.
Infatti, Babcock Ranch rappresenta più o men quello che è l'idea che gli urbanisti hanno della cosiddetta Città Giardino. Anche se lo stile di progetto è ben lontano dall'idea italiana di città giradino.
La città infatti avrà più della metà della superficie occupata da parchi e laghi.
Non sarà una città particolarmente popolosa, visto che sono previste Ventimila case (con un prezzo assolutamente apprezzabile che spazia dai 250.00 ai 900.000 dollari) e non ci saranno costi aggiuntivi (no, non siamo su Marte: è l'America).

La città avrà un impianto solare di nuova generazione da 75-megawatt di proprietà della Florida Power & Light che soddisferà la maggior parte dei fabbisogni della cittadina (perchè sì, non è una megalopoli: è una cittadina, per lo meno nei numeri di abitanti visto che si ripropone di averne soli sessantamila, se non ho capito male) e settandaduemila acri di terra incontaminata (la Babcock Ranch Preserve) che faranno vivere gli abitanti dell'area in quello che potrei definire, per l'appunto, in una riserva.  Sono infatti stati predisposti pannelli solari disposti su oltre 1,6 chilometri quadrati del territorio che si vanno a sommare quelli su ogni struttura.
Per intenderci: quando un fabbricato come una stalla ha i pannelli solari, produce non solo l'energia per se e per l'azienda agricola, ma anche per quelle vicine (per quello che concerne il nord italia, per andare ancora più nello specifico), non considerando i depositi di energia che sono da utilizzare quando il sole non sarà disponibile.

Ovviamente sono solo ai preliminari essendo ancora in fase di approvazione, ma se tutto andrà bene, tra meno di un anno ci saranno più di un migliaio di abitazioni già pronte e da qui alla costruzione delle restanti diciannovemila il passo è breve.

Questa non è che la prima parte di un progetto estremamente interessante (quello della Florida Power & Light) che vuole rendere la Florida uno Stato ad Energia Solare entro una decina d'anni.

I progetti ovviamente vanno molto più in grande, arrivando alla visione di una città totalmente elettrica, anche nei veicoli che progettano non solo ad energia ecologica, ma addirittura senza conducente. Babcock Ranch infatti è progettata non con l'idea di essere percorsa da strade e autostrade, ma piuttosto su una pianificazione intelligente della città, sia per quello che riguarda l'urbanistica che per quello che è la tecnologia di trasporto delle persone, andando a controllare il trasporto e le infrastutture di collegamento. Ed è per questo, in fondo, che hanno deciso di lavorare sulla piccola scala: essando un prototipo, è indubbio che prima di essere sicuri della tecnologia di trasporto e della resistenza dello stesso

Ora, se vi state chiedendo perchè ho fatto il paragone con il nord Italia? Perchè dovete ricordarvi di una cosa fondamentale. Se New York è alla stessa longitudine di Napoli, dove pensate che sia la California? Tranquilli, ve lo dico io: l'Egitto.
Sembrano due posti così diversi, invece la base stessa della loro sussistenza è identica: un sole infuocato che raramente è coperto da nuvole: è come se, tornando a pensare all'Italia, la Sicilia si mettesse a progettare una cosa simile.
Magari alcuni siculi lo pensano anche, ma non sarebbe fattibile per ovvi motivi.
Peccato.


Che dire: chapeau